ECOBONUS 110%: COSA SAPERE SUGLI INCENTIVI FISCALI 2020

      in collaborazione con PRONEMA

Tra le misure introdotte dal Governo con il Decreto Rilancio, c'è il cosiddetto Ecobonus 110% (detto anche Superbonus 110%). L'iniziativa nasce per migliorare le scadenti prestazioni energetiche del vetusto patrimonio immobiliare nazionale, offrendo una straordinaria opportunità ai cittadini di eseguire opere di riqualificazione per abbattere i consumi, aumentare il comfort e il valore del proprio immobile, senza la necessità di utilizzare risorse proprie.

 

L’articolo 119 del DL n. 34 del 19 maggio 2020 introduce un’eccezionale misura di supporto alla domanda interna, puntando sullo sviluppo sostenibile e in particolare sull’edilizia ad alta efficienza energetica, come volano per la ripartenza economica. L'Ecobonus 110% propone infatti ai contribuenti l’occasione per riqualificare gli immobili esistenti con un esborso iniziale pari a zero, o quasi.

Per sciogliere alcuni dubbi interpretativi ed entrare nel merito di particolari casistiche restiamo comunque in attesa della pubblicazione dei Decreti attuativi, attesi entro metà agosto 2020, che renderanno operativo il Decreto Rilancio.

 

1) In cosa consiste l'Ecobonus 110% del 2020?

Il contribuente, sostenendo interamente il costo degli interventi, può detrarre in 5 anni l'importo complessivo pari al 110% del costo delle opere eseguite dal 1 luglio 2020 a tutto il 2021. Facciamo un esempio: se un soggetto privato spendesse € 40.000 per riqualificare la propria abitazione, ogni anno per un quinquennio, recupererebbe € 8.800 di mancato versamento delle imposte.

In alternativa alla detrazione fiscale, il contribuente (anche incapiente) può scegliere di cedere il proprio credito d’imposta alle banche, agli intermediari finanziari o ad altri soggetti con capienza fiscale.

Oppure può decidere di ottenere lo sconto diretto in fattura, cedendo il credito di imposta all’impresa che realizza i lavori o al fornitore. Questi ultimi soggetti potranno a loro volta utilizzare il credito acquisito come compensazione per il versamento dei propri tributi, oppure cederlo ad altri soggetti (inclusi gli istituti bancari), secondo un numero illimitato di passaggi, ottenendone immediata liquidità a copertura dei costi.

 

2) Cos’è lo sconto in fattura?

È facoltà dell’impresa che realizza i lavori e/o del fornitore, come per esempio un rivenditore di serramenti, di accettare l’applicazione dello sconto diretto in fattura.

In questo caso il fornitore anticipa sotto forma di sconto il 100% del corrispettivo dovuto, ricevendo in cambio dal cliente un credito di imposta pari al 110% del costo dei lavori, che potrà a sua volta “girare” alla banca o ad altri soggetti dotati di capienza fiscale. L’onere finanziario dell’operazione è pertanto sostenuto dallo Stato, con il 10% di differenza sul prezzo dei lavori.

Preme evidenziare che restano sempre in capo al beneficiario originario della detrazione sia il possesso dei requisiti per l’accesso all’agevolazione, sia le eventuali responsabilità riscontrate dall’Agenzia delle Entrate. Qualora infatti sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante, rivalendosi sul soggetto originario. In pratica il soggetto che acquista il credito non rischia nulla, poiché la responsabilità ricade sempre sul primo soggetto che ha ceduto la detrazione.

Ai fini dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, il beneficiario originario deve infatti richiedere, con l’aiuto di un commercialista o di un CAF, il visto di conformità per la documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti alla detrazione. I dati devono essere comunicati in via telematica secondo le modalità attuative disposte dall'Agenzia delle entrate, che verranno emanate entro il 19 giugno 2020.

 

I tecnici abilitati e incaricati dal proprietario dell’immobile, ai fini della cessione del credito o per lo sconto in fattura, asseverano il rispetto dei requisiti previsti, oltre alla congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa all’ENEA. I professionisti, a tal proposito, stipulano una polizza di assicurazione per la responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle già menzionate attestazioni o asseverazioni, al fine di garantire il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'attività prestata ai propri clienti e nei confronti del bilancio dello Stato.

Si tenga presente che tutte le spese professionali, incluse quelle per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni, rientrano nella detrazione.

 

3) Quali tipologie di immobili possono beneficiare dell’Ecobonus 110%?

L'Ecobonus 110% è rivolto unicamente alle persone fisiche e può essere utilizzato dai condomìni e dalle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Sono quindi esclusi dal provvedimento le seconde case, a meno che facciano parte di interventi condominiali, e i fabbricati di proprietà di persone giuridiche. 

 

4) A quali lavori si applica l'Ecobonus 110%?

L'Ecobonus 110% dev’essere utilizzato per l’esecuzione dei cosiddetti lavori primari. Si tratta di interventi di isolamento termico degli elementi opachi (murature, coperture, solette di pavimento o di soffitto rivolte verso ambienti non climatizzati o verso l’ambiente esterno), che coinvolgano almeno il 25% della superficie disperdente dell’immobile, oppure per interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione (previste solo per gli impianti centralizzati) o con pompe di calore (anche in funzione ibrida).

L’aliquota del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico già agevolati dall’Ecobonus - inclusa quindi la sostituzione dei serramenti e l’installazione di schermature solari - qualora siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi primari precedentemente richiamati.

Il Decreto prevede inoltre, come interventi collegati ai precedenti, anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici, dei relativi sistemi di accumulo e delle ricariche dei veicoli elettrici. Questi dispositivi godono di un proprio limite di spesa (€ 48.000) indipendente dagli altri interventi richiamati.

 

5) Quali sono i limiti di spesa?

Il limite di spesa detraibile al 110% per gli interventi che interessano l’involucro (coibentazioni, serramenti, schermature solari) è complessivamente di € 60.000, da conteggiarsi per ogni unità immobiliare. La spesa massima ammessa alla detrazione Ecobonus 110% per la sostituzione degli impianti termici è pari a € 30.000, anche in questo caso da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

6) Quali requisiti vanno rispettati per usufruire dell’Ecobonus 110%?

Un professionista abilitato deve dimostrare tramite un Attestato di Prestazione Energetica (eseguito ante e post operam) che gli interventi primari permettano un miglioramento di almeno due classi energetiche (per esempio da classe G a classe E). Conviene quindi che il contribuente pianifichi attentamente l’intervento, con l’aiuto di un professionista, per evitare spiacevoli e costose sorprese sulla linea d’arrivo. Ogni situazione richiederà infatti un’analisi preventiva (una diagnosi energetica) capace di individuare quali opere effettuare per accedere pienamente all'Ecobonus 110%. 

Nel caso di interventi di coibentazione termica il Decreto prevede che i materiali isolanti utilizzati debbano rispettare i criteri ambientali minimi (CAM). Si tratta fondamentalmente di accertarsi che i prodotti utilizzati siano accompagnati dalla dichiarazione ambientale EPD.

 

7) Come si devono effettuare i pagamenti?

Come già previsto per l’Ecobonus 50%, i pagamenti delle fatture di anticipo, di avanzamento lavori e di saldo dovranno essere effettuati mediante bonifico parlante. Il contribuente, una volta conclusi gli interventi, dovrà comunicarne i dati all’ENEA secondo le modalità definite in seguito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

7) Il provvedimento è già operativo?

Il Decreto Legge, per non decadere, dovrà essere convertito in Legge entro il 19 luglio, mediante un iter parlamentare che potrebbe comportare modifiche e integrazioni. Al momento attuale emergono alcune casistiche particolari che lasciano dubbi interpretativi e applicativi che potranno essere risolti successivamente all’uscita dei provvedimenti attuativi da parte dell’Agenzia delle entrate e del Ministero dello sviluppo economico.

 

IN CONCLUSIONE

La misura introdotta dal Governo nasce per migliorare il patrimonio immobiliare esistente, offrendo un’unica ed eccezionale occasione di eseguire opere per abbattere i consumi, aumentare il comfort e il valore del proprio immobile, senza la necessità di utilizzare risorse proprie.

Il Superbonus potrà essere vantaggioso per tutte le parti in causa, a condizione che il sistema bancario sia pronto a recepire e ad agevolare i crediti fiscali portati in dote sia dai soggetti privati, sia dalle attività imprenditoriali, anche di piccole e medie dimensioni, coinvolte nel processo edilizio. A tale proposito il Governo si è impegnato a sottoscrivere un accordo quadro con l’ABI.

 

Abbiamo di fronte a noi 18 mesi durante i quali bisognerà comprendere le regole del gioco per migliorare il profilo energetico del nostro paese e rilanciare l’economia tenuta sospesa durante il lockdown. È facile immaginare che alcuni settori saranno spinti ad attivare le necessarie relazioni con la filiera dell’edilizia termoisolante e con i professionisti coinvolti, poiché ogni tassello potrà concorrere alla riuscita dell’operazione, nel pieno soddisfacimento delle possibilità offerte al contribuente dal Superbonus 110%.

 

Per dirla in poche parole, la semplice sostituzione di una seppur vecchia caldaia con una pompa di calore di ultimissima generazione, nella gran parte dei casi, non può tradursi, da sola, in un miglioramento di due classi energetiche. Mentre un intervento di coibentazione delle pareti perimetrali (il cd. cappotto) che rispetti le trasmittanze termiche imposte dal Decreto Requisiti minimi (DM 26.06.2015) è in grado di soddisfare le prestazioni previste per accedere all’incentivo. Il committente in questo caso sarà indubbiamente invogliato a sfruttare pienamente il tetto di spesa previsto (€ 60.000) anche con l’installazione delle schermature solari e con la sostituzione dei serramenti, poiché potrà accedere per tutti gli interventi effettuati al Superbonus 110%.

 

Chi infatti in queste condizioni non sarebbe attratto a effettuare gratuitamente tutti i lavori di efficientamento energetico previsti, ottenendo inoltre un notevole abbattimento delle spese energetiche e delle emissioni nocive in atmosfera per tutti gli anni a venire?

 

 

A CHI RIVOLGERSI PER PIANIFICARE L’INTERVENTO?

L’aiuto di un professionista del settore permetterà di sfruttare pienamente l’Ecobonus 110. Pianificare l’intervento sarà fondamentale per individuare gli interventi più redditizi nel rispetto della normativa urbanistica, energetica e fiscale; scegliere i materiali isolanti ideali; ottenere i permessi edilizi; individuare l’impresa che realizza i lavori; asseverare la correttezza delle dichiarazioni tecniche e fiscali richieste; seguire la realizzazione delle opere fornendo indicazioni esecutive a tutti gli attori coinvolti.

 

 

Per le provincie di Varese e Milano potete rivolgervi all’arch. Alessandro Palazzo, consulente energetico CasaClima, con decennale esperienza nella diagnosi e nella riqualificazione degli edifici esistenti, oltre che nelle procedure di recupero fiscale degli interventi.

Alessandro Palazzo

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